A pagina 14 de Il Sole 24 Ore di oggi, lunedì 29 settembre 2025, un contributo a firma di Paola Parigi e uno a firma di Clara Lovati.
Si parla sempre di comunicazione e marketing online, nello specifico di mail, Whatsapp e Google Business Profile.
di Paola Parigi
Farsi capire, non generare fraintendimenti e stimo- lare l’empatia sono gli obiettivi principali della comunicazione professionale che, attraverso la semplificazione del linguaggio serve a stimolare la scelta da parte di potenziali clienti e a fidelizzare quelli già attivi.
Tono, parole e formule linguistiche usate nei diversi canali dallo studio professionale non sono marginali, ma aspetti integranti della strategia di comunicazione.
Adeguare tono e lessico al livello del cliente non significa mancare di professionalità, ma attivare l’empatia che è alla base della creazione del rapporto fiduciario, elemento fondante della relazione professionale.
I linguaggi professionali settoriali sono considerati lingue speciali. Contengono termini che hanno valore o assumono significati diversi in un dato contesto tecnico; sono vere e proprie varietà della lingua, hanno un proprio lessico, morfosintassi e testualità caratteristici diversi da quelli di uso comune.
Una cosa è rivolgersi a un collega, altra è scrivere a un cliente, altra ancora essere letti sul web.
Per rendere le diverse lingue professionali interessanti per il cliente bisogna abbandonare i tecnicismi e riuscire, a un tempo, a non banalizzare i concetti e conservare la precisione. Bisogna dire tutto, dirlo e bene, senza scivolare nel lessico di nicchia.
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di Clara Lovati
In un contesto in cui la presenza online è sempre più determinante per il successo di un’attività, Google Business Profile (prima noto come Google My Business) è uno strumento essenziale anche per i professionisti e gli studi che vogliono farsi trovare.
La piattaforma di Google consente infatti di creare e aggiornare la scheda che appare nei risultati di ricerca (e su Google Maps) con informazioni quali indirizzo, recapiti, orari di apertura, sito web, recensioni, fotografie e aggiornamenti: una vera e propria vetrina digitale dell’attività.
Rivendicare il profilo è semplice: è sufficiente accedere a Google e, seguendo la procedura guidata, dimostrare di essere i gestori dell’attività.
Di fatto significa soprattutto mantenere il controllo dei dati aziendali, evitando che il profilo dell’attività sia incompleto, errato o peggio ancora: reclamato da altri.