A pagina 17 de Il Sole 24 Ore di oggi, lunedì 5 gennaio 2026, un contributo a firma di Paola Parigi e uno a firma di Clara Lovati.
Si parla sempre di comunicazione e marketing online, nello specifico di sito web, social e di come farsi trovare dall’AI.
di Paola Parigi
La distinzione tra un sito web d’impostazione tradizionale e uno attuale non è più una scelta puramente estetica, è una necessità competitiva e strategica nella comunicazione di un professionista. Le nuove tendenze di ricerca sul web, alimentate dall’AI, hanno ridefinito le aspettative degli utenti e dei motori di ricerca. Una tecnologia obsoleta (anche se in uso), come il sito vetrina non offre funzionalità, prestazioni e contenuti ad alto valore aggiunto e rischia di trasformarsi rapidamente in un costo, anche in termini di reputazione, invece di essere un asset funzionale alla comunicazione dello studio.
Il ruolo dell’AI nel fornire le risposte alle query degli utenti è quello di selezionare nel web i risultati che meglio forniscono risposte alle domande. L’interrogazione oggi avviene spesso da supporto mobile, con la ricerca vocale; le persone utilizzano stringhe naturali e non costruite per formulare i quesiti. I contenuti di risposta vengono proposti dall’intelligenza artificiale sulla base di riferimenti semantici, del contesto, del profilo dell’utente e della sua localizzazione.
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di Clara Lovati
Negli ultimi anni molti studi professionali hanno iniziato a utilizzare i social come vetrina per raccontare competenze, commentare le novità e fare divulgazione.Questo può portare a chiedersi se il sito web sia ancora necessario. La risposta breve è: si, il sito di studio serve ancora.
Ammesso di utilizzarli nella maniera corretta, quindi con tutte le attenzioni e le accortezze del caso, i social rappresentano sicuramente uno strumento utile ed efficace, ma non possono sostituire il sito.