Un tempo avere un sito web, anche essenziale, era già un segnale di apertura e modernità. Oggi, però, il contesto è cambiato: le persone sono più consapevoli, più informate, e il modo in cui scelgono un avvocato si è evoluto. Per questo, un sito vetrina per quanto curato, da solo non basta.
Vediamo cosa cercano oggi i clienti.
Quando un potenziale cliente arriva sul sito di uno studio legale, non cerca solo informazioni sulle aree di attività che vengono trattate. Cerca persone, volti ed esperienze perché ha bisogno di capire se chi c’è dall’altra parte può essere la persona giusta per ascoltarlo, capirlo, accompagnarlo.
Un sito che comunica vicinanza e affidabilità, anche solo attraverso il linguaggio e le immagini, fa già la differenza.
Non tutti conoscono la differenza tra “risarcimento” e “indennizzo” e non devono conoscerla. Quello che vogliono sapere è se puoi risolvere un problema.
Un sito ben fatto non è solo bello da vedere: è chiaro, leggibile, umano. Usa un linguaggio accessibile e rassicurante, ma mai banale.
Il sito è spesso il primo elemento su cui il cliente basa la sua scelta. Prima ancora di telefonare o inviare una mail, il cliente osserva. Se trova un sito aggiornato, curato, coerente con l’immagine dello studio, lo percepisce come segno di affidabilità.
Al contrario, un sito trascurato con un blog non aggiornato, genera perplessità.
Consultare un sito lento o difficile da usare da mobile può essere frustrante.
Un sito ben pensato oggi è semplice, veloce, compatibile con qualsiasi dispositivo e popolato da contenuti utili.
Non servono miracoli: basta curare i dettagli.
di Clara Lovati