#marketing legale digitale
Con questo claim un giovane consulente propone su Instagram ineffabili strategie per catturare l’attenzione dei potenziali clienti sui social e ottenere così contatti che si trasformano in contratti.
Snocciolano numeri, facilità di raggiungimento di risultati incredibili che verranno spiegate nel corso di webinar o scaricando video e presentazioni che esprimono gli stessi concetti in loop: devi stare sui social, fregartene del tuo sito, non perdere tempo con i contenuti che tanto la gente non li legge. Fai reel, video in cui spieghi come risolvi i problemi nel tuo settore del diritto e diventeranno lead magnet, magneti per i contatti, li attireranno come per magia, a frotte. Sponsorizza questi contenuti e vedrai crescere il numero di follower, con quello cresceranno i clienti e puoi fidarti di me, guarda le recensioni a cinque stelle che ti presento.
Magari funziona, forse la costruzione della reputazione online nel 2025 passa per improvvisare contenuti multimediali con mezzi di fortuna. In fondo, chi non ha uno smartphone o non può comprare un microfonino peloso che fa tanto influencer?
La professionalità nella creazione dei contenuti, siano scritti o parlati è sopravvalutata per questa generazione di markettari legali che su una cosa hanno ragione: la gente non legge, ascolta qualche secondo di parole e poi scorre, mettendo o non mettendo un like, a sentimento.
Sicuramente sponsorizzando adeguatamente questi contenuti verranno visualizzati anche dai prospect target, da quei potenziali clienti che rappresentano la domanda inconsapevole, coloro che non sanno di aver bisogno di te, come avvocato, ma ti cercheranno perché gli sei piaciuto nel reel.
Generare lead è sicuramente importante ed è sicuramente meglio che non generarne, per il marketing digitale, ma i servizi dell’avvocato non sono prodotti acquistabili sull’onda della compulsione all’acquisto, sono prima di tutto dazione di fiducia e non si prestano ad essere promossi con il solo ausilio delle tecniche di digital marketing per quanto pensate per l’ambito legale.
Per un giovane che inizia la carriera, per qualcuno che si mette in proprio, può essere utile ricorrere a questi strumenti per uscire dal cono d’ombra, ma sono gli avvocati attivisti, quelli che sposano le cause e le trasformano in battaglie sociali, i veri creator di questo mondo, non quelli precisi, puntuali e un po’ noiosi che tutti i giorni macinano atti giudiziali e risolvono i problemi.
Va da sé che per un giovane avvocato, non necessariamente a inizio carriera, sia più facile stare davanti alla telecamera e risulti più credibile nel produrre contenuti self made, con il solo ausilio dello smartphone, ma un professionista adulto e affermato, negli stessi panni, rischia di risultare “nel posto sbagliato”.
>Questo naturalmente non significa che dopo una certa età lo strumento del videocast sia sconsigliato, tutt’altro, l’esperienza e la padronanza degli argomenti sono importantissimi per la riuscita del prodotto, ma ambientazione, luce, regia, montaggio e postproduzione vanno curati professionalmente per fornire loro adeguata cornice.
La fiducia si trasferisce ancora oggi con lo strumento più affidabile del marketing, il passaparola. Il passaparola digitale è estremamente potente e deve essere sfruttato consapevolmente e non confuso con la propensione a contattare via social per ottenere consigli gratis o quasi.
Trasformare il contatto in contratto, questa la promessa di molti e molto aggressivi consulenti, una promessa ambiziosa e difficile da mantenere. La reputazione dell’avvocato si costruisce, oggi più in fretta di ieri, grazie agli strumenti tecnologici e alla diffusione delle telecomunicazioni, ma richiede un fondamento di solidità, un nocciolo di verità al suo interno, per poter produrre la differenza che uno studio legale, legittimamente, si aspetta da una strategia di marketing:
Per questo il consulente di marketing deve scavare più in profondità nella comprensione dei bisogni e credere ancora nella domanda consapevole, nella ricerca che un cliente potenziale fa -magari anche su Google o grazie al suo Chat bot – per trovare risposta al quesito che lo tormenta o conferma della bravura del professionista a cui sta pensando di rivolgersi.
La risposta a questa domanda può anche essere contenuta in un video, ma se dietro alle parole recitate davanti alla camera da presa non c’è valore, questo vuoto tenderà ad emergere ben presto. Su quel valore il marketing deve costruire la sua strategia, non sulla generazione rapida di contatti superficiali.
PS l’immagine di questo post è ottenuta affiancando due screenshot della pagina dei risultati di Instagram lanciando la query: “marketing legale”, che include anche risultati non perfettamente pertinenti, è il bello dell’algoritmo…
24 giugno 2025