A pagina 14 de Il Sole 24 Ore di oggi, lunedì 10 novembre 2025, un contributo a firma di Paola Parigi e uno a firma di Clara Lovati.
Si parla sempre di comunicazione e marketing online, nello specifico di metriche per misurare il rendimento dei contenuti e di parole chiave per farsi trovare più facilmente.
di Paola Parigi
I manuali di marketing digitale distinguono tra la web reputation personale e quella aziendale e considerano la prima, essenzialmente, frutto del comportamento online della persona, mentre la seconda come il risultato di numerosi fattori, tra cui il comportamento dei dipendenti, l’apprezzamento degli utenti sui prodotti e le recensioni pubblicate.
Il professionista ha invece una identità particolare che spesso coincide con la sua attività. Nome e professione sono il suo brand.
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di Clara Lovati
Per i professionisti che vogliono consolidare la propria reputazione e attrarre nuovi clienti, è fondamentale farsi trovare online.
La visibilità passa prima di tutto dalle parole chiave: non servono solo ai motori di ricerca, ma rappresentano il linguaggio con cui il target cerca risposte online. Titoli, articoli e post devono essere costruiti pensando alle domande e ai bisogni concreti degli utenti, scegliendo termini chiari, specifici e coerenti. La parola chiave giusta può fare la differenza tra un contenuto ignorato e uno letto, condiviso e apprezzato. Da poco, anche i contenuti pubblicati su Instagram e Facebook vengono indicizzati dai motori di ricerca. Questo significa che le parole chiave non servono più solo a fare funzionare articoli e siti web, ma anche i post, se le parole chiave sono utilizzate nelle caption (di fatto le “didascalie” che accompagnano, riassumono e fanno indicizzare i contenuti).