Il Conseil des barreaux européens o Consiglio degli ordini forensi d’Europa ha diffuso una guida, presentata insieme al CNF lo scorso 24 novembre, che suona a un tempo come un monito e una raccomandazione per gli avvocati dell’Unione sull’uso etico e responsabile dell’Intelligenza Artificiale generativa (Gen-AI), da parte degli avvocati.
Scarica la guida del CCBE in formato .pdf
Tra gli esempi di utilizzo degli strumenti di AI per la generazione automatica e praticamente istantanea di testi, immagini e video, l’ente include:
Questi utilizzi possono migliorare le performance dello studio, per usare le parole del CCBE, efficentando attività routinarie e consentendo di velocizzarle e di migliorare la qualità complessiva del lavoro.
La scrittura di testi per la comunicazione, come ad esempio articoli da pubblicare sul blog dello studio legale o sul profilo social degli avvocati, non è contemplata da questa lista ma è una delle applicazioni della Gen-AI che molti hanno tenuto in considerazione.
L’organismo internazionale mette in guardia l’avvocatura (e le istituzioni che devono vigilare sui principi etici che la regolano), su una serie di problemi che tutt’ora affliggono questi sistemi e sui rischi che l’utilizzo senza controllo farebbe incontrare.
I difetti che i testi prodotti dall’AI possono contenere sono tanto più gravi se a commetterli è un avvocato che, nel firmarli, si assume la responsabilità della correttezza di quanto scrive, almeno sul piano formale.
L’intelligenza artificiale generativa – come ogni utente abituale può testimoniare – è tutt’ora piuttosto gravemente affetta da alcune gravi lacune:
In generale, il testo prodotto ex novo dall’intelligenza artificiale può dare l’impressione di essere plausibile ed efficace, ma contenere sviste, impostazioni unilaterali o addirittura affermazioni false.
La Gen-AI può produrre testi corretti sotto un profilo formale e logico, ma ha la tendenza a compiacere l’autore e quindi non è affidabile se non viene adeguatamente controllata.
Nel caso la Gen-AI venga utilizzata dagli avvocati per scrivere testi da utilizzare nel blog di studio, come:
e via dicendo, il risultato del prompt deve essere comunque rivisto e controllato per verificarne la correttezza dei contenuti e l’affidabilità.
Un controllo specifico però dovrà essere destinato alla originalità del testo, curando anche una certa ricerca lessicale, la qualità e ricchezza del vocabolario utilizzato, così come l’autonomia e la personalizzazione del punto di vista offerto.
Nessuno dovrebbe pubblicare sul proprio blog testi banali , per quanto sia necessario e assolutamente corretto che gli articoli siano semplici, leggibili e comprensibili anche dai profani. La scelta di farsi aiutare da sistemi di intelligenza artificiale può aiutare a generare schemi, indici e prospetti, ma raramente consente di licenziare un testo senza dover rileggere, controllare e correggere i contenuti, adattandoli, anche come stile.
È opinione comune a chi si occupa di comunicazione professionale, che l’italiano corretto e la SEO (Search engine optimization) non stiano sempre dalla stessa parte. Le ripetizioni, i sottotitoli, l’uso (ma non sempre elegante), degli elenchi puntati e numerati aumentano la SEO friendliness di un testo ma lo impoveriscono dal punto di vista linguistico e stilistico.
Il paradosso, nel cercare un equilibrio e facendosi aiutare dai sistemi di Gen-AI è proprio quello che l’intelligenza artificiale quando legge i testi e non li scrive, è molto più esigente. Ora che Google e gli altri motori di ricerca utilizzano l’AI e che le ricerche vengono svolte direttamente da sistemi intelligenti come Perplexity o da ChatGPT anche in autonomia, è più che mai importante che i testi siano originali, ben scritti, coerenti e prodotti da autori affidabili che risultano esperti e con una reputazione provata.
Il bilanciamento e l’ottimizzazione di un testo, dunque, non può che essere offerto dal controllo umano.
La guida sviluppata dal (CCBE), si riferisce solo ai testi prodotti e diretti a magistrati, clienti e istituzioni, ma dovrebbe includere anche quelli destinati alla comunicazione.
Dal punto di vista dell’impatto etico, l’autorità sollecita alcuni interventi importanti, da affidare alle istituzioni forensi:
di Paola Parigi